4 chiacchiere con Monir Eddardary


MONIR EDDARDARY

Monir ha partecipato alla decima edizione di Masterchef Italia arrivando quasi alla finalissima. E’ di origini marocchine ma è nato e cresciuto in Italia a Bevagna (Perugia). Dopo l’uscita dalla masterclass ha fatto diverse collaborazioni e ha studiato presso l’Università dei Sapori di Perugia.

Ha pubblicato, insieme al suo amico-collega Antonio Colasanto un libro di ricette: “Gli opposti che si attraggono”.

Da pochi giorni (Gennaio 2026) ha realizzato il suo sogno, insieme alla sua compagna Alessia. Ha aperto un ristorante marocchino a Milano: “Amina”.

https://www.instagram.com/stories/monir.1991/

https://www.instagram.com/amina.ristorante/


Ciao Monir. Per prima cosa volevo chiederti se segui ancora MasterChef Italia, ad esempio questa quindicesima edizione…..

Si, è il mio programma preferito, però purtroppo da quest’anno lo guardo in differita perchè adesso con il ristorante, ovviamente, non riesco. Aspetto la domenica e lo guardo con calma cercando di aprire il meno possibile i social per non avere spoiler.

A distanza di cinque anni dalla tua partecipazione, cosa ricordi con maggiore affetto e cosa meno? Con chi sei rimasto maggiormente in contatto dei tuoi compagni della masterclass?

A distanza di cinque anni ho solamente ricordi positivi, come ho sempre detto è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Se dovessi trovare il pelo nell’uovo, il fatto che non sono rimasto in contatto con tutti, ma solamente con alcuni. Ovviamente con Antonio e Irene con cui mi sento ogni giorno. Poi con Daiana in Sicilia, poi c’è Alessandra in Sardegna, ogni tanto sento Giuseppe in Toscana e anche Maxwell e con Federica in Calabria. Anche con Cavolini ed il suo compagno ogni tanto, anche tramite i social ci facciamo gli auguri. Poi, se qualcuno inizia un nuovo percorso ci facciamo un “in bocca al lupo”!

Durante la nostra ultima intervista (nel 2022) ci hai raccontato delle tue esperienze, tra cui la frequentazione dell’Università dei sapori di Perugia. Come ti sei trovato?

Nel 2022, dopo masterchef, ho frequentato l’Università dei sapori. Mi sono trovato molto bene, perchè come dico a tutti quanti, tutti i partecipanti a Masterchef sono cuochi amatoriali e tra la masterclass e il mondo della cucina c’è tanta differenza, c’è tanto da lavorare. Così ho preferito fare quel percorso. per darmi delle basi solide anche a livello tecnico. Ovviamente, non basta solo fare l’Università, ma serve soprattutto fare delle esperienze nei ristoranti, così dopo l’Università ho lavorato presso un ristorante di pesce in Calabria e poi a Milano, in un ristorante romano. E sempre a Milano, in un’altro ristorante ho iniziato a gestire una piccola cucina.

Dopo l’uscita dalla masterclass, a parte queste esperienze, hai scritto un libro con Antonio (Colasanto), tuo grande amico, ma soprattutto hai conosciuto Alessia. Come vi siete conosciuti?

Con Alessia ci siamo conosciuti “virtualmente” nel 2017 quando io ero in Australia, in un gruppo Facebook italiani a Sidney. Lei era in Nuova Zelanda e voleva venire a visitare l’Australia e scrisse un messaggio sul gruppo. Io le risposi, ma siccome lavoravo tantissimo, come cameriere/lavapiatti, non riuscimmo a vederci. Poi, nel 2020 rientrato in Italia, dopo quattro anni vissuti in Australia, l’ho rivista su Facebook e le scrissi. Ma lei essendo impegnata declinò il mio invito. Infine, nel 2023 in uno dei momenti più bui della mia vita, per caso l’ho rivista su Facebook e la invitai per un caffè. Questa volta accettò e da lì abbiamo iniziato a frequentarci e dopo tre mesi siamo andati a convivere. Dopo un anno abbiamo adottato un cane e dopo due….eccoci col nostro ristorante!

Da pochi giorni hai realizzato un grande sogno! Aprire a Milano, insieme ad Alessia, un ristorante marocchino. Come è nata questa idea? E come mai lo avete chiamato “Amina”?

Diciamo che l’idea del ristorante è nata nel momento in cui ho conosciuto Alessia, nel senso che lei, non aveva visto MasterChef e quando andavamo in giro, vedeva che c’erano ancora delle persone che mi fermavano e mostravano affetto nei miei confronti. E mi suggeriva di fare qualcosa di mio, visto che sapevo cucinare e avevo questo seguito. Così ho iniziato a fare lo chef a domicilio a Milano, solo ed esclusivamente di cucina marocchina, perchè non la faceva nessuno. Visto che era molto apprezzata, Alessia mi suggerì di aprire un piccolo ristorantino di cucina marocchina, considerando che a Milano c’erano solo tre ristoranti marocchini (nella zona nord) e così….quasi tre anni fa cominciammo a pensarci. Ovviamente, ho sempre detto, serve tanta gavetta e tanta esperienza prima di aprire un ristorante, così abbiamo aspettato un pò, poi abbiamo trovato la giusta occasione per la location (Zona Porta Romana, dove viviamo) e lo abbiamo preso. Il nostro ristorante lo vediamo più come un’osteria o una vecchia trattoria a conduzione familiare, perchè oltre a me c’è Alessia e c’è mia zia. A proposito, il nome del ristorante (Amina) è proprio dedicato a lei. Lei venne in Italia nel 1999 per badare ai miei due fratelli gemelli, per aiutare mia mamma, insomma è stata una mia seconda mamma. E’ stato con lei che ho iniziato ad imparare la cucina marocchina. E visto che al momento era disoccupata, le ho chiesto se mi aiutava col ristorante, così mi aiuta in cucina! Così, le ho dedicato il nome del ristorante, perchè lei si chiama “Mina”

Qual è la vostra proposta gastronomica?

La nostra proposta gastronomica è una cucina marocchina tradizionale. C’è qualche tocco di contemporaneità, anche sull’utilizzo di tecniche. Sto cercando di fare delle prove, per poter modernizzare le cotture, che sono molto lunghe. Però, chi entra da noi deve provare dei sapori marocchini, deve sentirsi come se fosse a Marrakesh o a Casablanca. Cerchiamo di trovare il giusto equilibrio, che secondo me è la cosa più importante, nelle spezie che utilizziamo. Devo dire, che a solo due settimane dall’apertura, abbiamo riscontrato dei feedback molto positivi, quindi cerchiamo innanzi tutto, di educare un pò il palato delle persone, concedimi il termine, che non hanno mai mangiato così tanto speziato o addirittura marocchino. Per poi pian piano, gradualmente, spingere e dare una impronta ancora più forte.

Quali sono le difficoltà maggiori che state incontrando in questa grande avventura? E cosa ti aspetti dal prossimo futuro?

Ho scoperto che aprire un ristorante non è solo cucinare, ma diventi un vero e proprio imprenditore, quindi ogni giorno c’è qualche problema che deve essere risolto. Ogni giorno! Il locale lo avevamo già preso a fine estate e avevamo programmato l’apertura a novembre. Poi abbiamo dovuto posticipare a dicembre e poi, sempre per questioni burocratiche abbiamo aperto a Gennaio. Quindi, molte difficoltà, ma anche grandi soddisfazioni. Cosa ci aspettiamo? Mi aspetto, che tutte le persone che entrino poi escano con un sorriso, sazi e felici di aver provato la nostra cucina e spero che la cucina marocchina non sia solo un’esperienza fatta saltuariamente, ma che venga fatta più volte al mese, un pò com’è stato per il sushi vent’anni fa. Spero che la cucina marocchina cresca esponenzialmente giorno dopo giorno.

Grazie Monir! E in bocca al lupo per la vostra attività!