4 chiacchiere con Giulio Valtriani


GIULIO VALTRIANI

Della provincia pisana, Giulio ha partecipato alla quattordicesima edizione. Era un bagnino, ma dopo l’uscita dalla masterclass ha subito intrapreso l’avventura della ristorazione a 360°! Ad aprile 2025 ha aperto il suo ristorante “Colmare” sul lungomare a Marina di Pisa. Specialità: pesce freschissimo!

https://www.instagram.com/ristorante_colmare_pisa/

https://www.instagram.com/giulio_masterchef14/


Ciao Giulio. Com’è nata l’idea di partecipare a MasterChef?

L’idea è nata quasi per gioco, ma con una consapevolezza forte dentro. Ho sempre cucinato, prima per passione, poi con sempre più voglia di raccontarmi attraverso i piatti. A un certo punto ho capito che MasterChef non era solo un talent, ma un’occasione per mettermi in discussione, uscire dalla mia comfort zone e capire davvero fin dove potessi arrivare.


La tua esperienza nella masterclass non è durata molto. Sei uscito al primo pressure test per le polpette di pollo. Pensavi che saresti uscito?

Sinceramente sì, lo avevo capito quasi subito. In quel momento sai quando qualcosa non gira come dovrebbe. È stato un errore tecnico, ma soprattutto emotivo: il pressure test è una prova mentale prima ancora che culinaria. Ci sono rimasto male, ma non ho mai vissuto quell’uscita come una sconfitta totale.

Nonostante l’uscita prematura, molti tuoi colleghi hanno pianto. Avevi già conquistato un po’ tutti. Con chi sei rimasto più in contatto?

È stata la cosa più bella e inaspettata. In così poco tempo si creano legami fortissimi. Sono rimasto in contatto con diverse persone della masterclass: più che “colleghi”, li considero amici. Ci sentiamo, ci confrontiamo, e in alcuni casi ci siamo anche rivisti. MasterChef ti toglie qualcosa, ma ti regala tanto sul piano umano.

Stai seguendo questa nuova stagione? Se sì, chi pensi possa vincere?

Sì, la seguo. Da dentro la guardi in modo diverso, capisci dinamiche che da casa non si percepiscono. Non faccio nomi, ma secondo me vincerà chi riuscirà a rimanere se stesso fino alla fine, senza snaturarsi per piacere ai giudici.


La tua professione era quella di bagnino a Marina di Pisa. Cos’è successo dopo l’uscita dalla masterclass?

È successo che la cucina ha smesso di essere solo una passione. Dopo l’uscita ho capito che dovevo scegliere: o restare dove ero o provare davvero a costruire qualcosa. Ho iniziato a studiare, sperimentare, lavorare, raccontare la mia cucina. È stato un periodo intenso, pieno di dubbi ma anche di grande crescita.

Com’è nata l’idea di aprire un tuo ristorante?

È nata piano piano. Non è stata una scelta impulsiva. Sentivo il bisogno di avere un luogo mio, dove raccontare una cucina personale, legata al territorio ma libera, senza compromessi. Un posto che parlasse di me, del mare, della mia storia. Così è nato il progetto del ristorante.

Che tipo di cucina proponi ai tuoi clienti?

È una cucina di ricerca, ma comprensibile. Parto dal prodotto, soprattutto dal mare e dal territorio, e lo porto in una dimensione nuova attraverso tecnica, food pairing e gioco sulle consistenze. Non mi interessa stupire fine a se stesso: voglio che chi mangia capisca, si emozioni e… faccia la scarpetta.

Se qualcuno, un paio di anni fa, ti avesse detto che avresti partecipato a MasterChef e aperto un ristorante, cosa gli avresti detto?

Probabilmente avrei riso. O magari gli avrei detto: “Magari”. Oggi invece so che certe cose non capitano per caso. Devi volerle davvero e lavorare ogni giorno perché succedano.

Come vedi il tuo futuro?

Lo vedo in cucina, sicuramente. Ma non solo dietro ai fornelli: lo vedo fatto di persone, di progetti, di crescita continua. Non ho fretta di arrivare, ho voglia di costruire. Un passo alla volta, con identità e coerenza.

Grazie Giulio!